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Premio Giornalistico Papa Ernest Hemingway | Premio Papa
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GIORNALISTA E SCRITTORE

Che si parli di giornalismo, poesia, romanzi o di qualunque espressione letteraria, l’anello di congiunzione, ed elemento chiave dell’estro di Hemingway, è la scrittura.

 

Papa, nato il 21 luglio 1899 a Oak Park, nei pressi di Chicago, si accorge della potenza della sua “arma” nei primi anni di scuola superiore: scrive per il giornale scolastico ispirandosi a Ring Lardner, scrittore di Chicago, inizialmente curando cronache sportive ed editoriali satirici.

 

Non è tanto importante l’avvio a quel mestiere che si cucirà addosso per tutta la vita, quanto il bagaglio culturale che di lì agli anni dell’adolescenza Hemingway amplierà assistendo a numerose rappresentazioni teatrali, opere liriche, concerti, conferenze e tutti quegli eventi ai quali sua madre abitualmente partecipava. Quelle alle scuole superiori sono le prime prove nel mondo del giornalismo: il vero e proprio ingresso avviene successivamente alla decisione, contraria alle vedute della sua famiglia, di non voler proseguire gli studi al college.

 

Papa vuole farsi strada facendo gavetta, e nell’estate del 1917 parte per Kansas City dove viene assunto al Kansas City Star, immergendosi completamente nel mondo e nella professione giornalistica dall’ottobre del 1917 alla primavera del 1918. Qui “assimila” lo stile redazionale dello Star fatto di frasi e paragrafi semplici, privi di voli pindarici e artifici lessicali, e dalla cronaca dei personaggi di cui scriverà nei suoi articoli trae spunto per i personaggi delle sue storie, persone reali provenienti dalle più svariate estrazioni sociali.

 

L’esperienza allo Star si concluderà una volta arruolatosi nella Croce Rossa quale autista di ambulanze, con cui raggiungerà il fronte: affascinato dall’idea della guerra e profondamente convinto che l’esperienza lo ripagherà dando frutti insperabili in altri contesti, tornerà con evidenti contraccolpi psicologici, oltre che fisici per la degenza ospedaliera dopo il suo grave ferimento l’8 luglio 1918.

 

La svolta professionale avviene nel 1920 nel Michigan dove Papa trascorre molto tempo nel cottage che la sua famiglia aveva preso in affitto, continuando a concentrarsi sulla scrittura. Ma quando il freddo si fa pungente, Papa affitta una stanza nella casa della famiglia Potter a Petoskey, nella contea di Emmet, al 602 di State Street. Qui conosce molte persone, fra amici e conoscenti dei Potter, e incontra un gruppo di donne della comunità locale che affascina in qualità di veterano di guerra. In particolare la signora Harriet Connable di Toronto, la quale, piacevolmente colpita dal giovane scrittore-giornalista, gli chiederà prima di accudire il figlio Ralph, poi, tramite il marito, direttore del ramo canadese della F.W.Woolworth, gli farà conoscere il caporedattore dello Star Weekly di Toronto per il quale Papa comincerà a scrivere, aggiungendo una collaborazione per il Daily Star, giornale affiliato.

EH 7743P  15 February 1916  Portrait of Ernest Hemingway as a young man.  Photograph in the Ernest Hemingway Photograph Collection, John F. Kennedy Presidential Library and Museum, Boston.
EH 5529P  circa 1920  L-R: Carl Edgar, Katy Smith, Marcelline Hemingway, Bill Horne, Ernest Hemingway, Charles Hopkins. Michigan, Walloon Lake/Petoskey area, circa summer 1920. Photograph in the Ernest Hemingway Photograph Collection, John F. Kennedy Presidential Library and Museum, Boston.
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EH 2871P  November 1946  Ernest Hemingway and sons Patrick (left) and Gregory, with cats Good Will, Princessa, and Boise. Finca Vigia (Hemingway home), San Francisco de Paula, Cuba. Photograph in the Ernest Hemingway Photograph Collection, John F. Kennedy Presidential Library and Museum, Boston.

Hemingway scriverà a Toronto fino a maggio dello stesso anno, per poi passare nuovamente l’estate nel Michigan vivendo un periodo molto doloroso a causa dei dissidi con i genitori, in particolare con la madre Grace: nell’autunno immediatamente seguente parte per Chicago, dove vivrà la sua intensissima storia d’amore con Hadley Richardson, cercando allo stesso tempo un lavoro.

 

Freschi di matrimonio, nel 1921 i due si trasferiscono a Parigi, dove Hemingway troverà il clima ideale per la sua formazione letteraria, ma sarà un periodo finanziariamente molto difficile, pieno di sacrifici per vivere dignitosamente: spogliandosi di ogni velleità modaiola, lo scrittore arriverà persino a vestirsi con indumenti usati tipici di quello strato sociale considerato “povero”, e questo noncurante dell’apparenza.

 

Papa viaggia e il lavoro tiene lontani i due sposi. In più di qualche occasione Hemingway verrà aiutato da alcuni colleghi, tra questi Paul Scott Mowrer che, nell’aprile del 1921, gli aveva dato il permesso di addebitare sul conto del Chicago Daily News le spese di viaggio e di lavoro a Genova, dove era andato a seguire una conferenza economica molto importante.

 

L’episodio chiave della sua carriera di giornalista avviene al suo ritorno a Parigi dall’Italia: si fa assumere come corrispondente europeo dal Toronto Star, per il quale scrive numerosi articoli nei quali menziona la sua esperienza in Italia non solo riguardanti la guerra e le vicende quasi luttuose di Fossalta. Inviato a Losanna, in Svizzera, segue la conferenza di pace tra Turchia e Grecia, e scrive, non per la prima volta, di Mussolini per il quale usa parole non certo al miele.

 

Questo episodio gli varrà la censura in Italia, anche se sarà la svolta positiva per quanto riguarda la sua condizione economica, ma si rivelerà negativa per la coppia di sposi, dal momento che pian piano li porterà a cancellare l’idea di “loro”. Il giornalismo sarà parte integrante di Papa in particolare in occasione di conflitti, guerre, eventi luttuosi, e si intreccerà con le sue storie d’amore con diverse donne. Piuttosto provato dall’attività di scrittore, che richiedeva grande concentrazione e costanza nello stare sul pezzo, intrapresa durante la sua permanenza a Parigi, vi si getterà a capofitto scrivendo per Esquire riguardo alla pesca d’altura, Cuba, Key West, i Safari in Africa durante il suo matrimonio con la seconda moglie, Pauline, mentre già avviato il terzo matrimonio con Martha Gellhorn, seguirà la Guerra civile spagnola e gli eventi della Seconda guerra mondiale per Collier’s.

 

Una cosa è certa riguardo al rapporto di Papa con il giornalismo: per quanto fosse un grande narratore attento ai dettagli, rendendo merito alla professione che gli aveva portato grandi soddisfazioni, a partire dalla sottoscrizione del primo contratto veramente remunerativo con il Toronto Star, aveva cominciato a reputare il mestiere del giornalista un mestiere sì nobile, ma con qualche riserva, ritenendolo una via, agevolata dal talento, per condurre una vita piuttosto agiata grazie alla ricca paga.

 

Fonte tesi di laurea “Ernest M. Hemingway: un giornalista e scrittore cittadino del mondo”
by Luca Tarable, finalista Premio Papa 2015

CITTADINO DEL MONDO

Stati Uniti d’America, un’attrazione fatale

 

Hemingway ha un rapporto molto particolare con la sua madrepatria, al limite fra l’amore per i suoi paesaggi e le passioni alle quali ha dedicato gran parte del suo tempo, e le controversie nate dai suoi ideali.

 

A Mary Pfeiffer, madre di Pauline, sua seconda moglie, scriverà in una lettera di essere diventato una persona diversa solo in due settimane passate in Spagna nel ’37: non era più semplicemente un padre e un marito, ma faceva parte della “macchina da combattimento lealista” e altro non voleva sapere, non temeva più la morte e si era reso conto che preoccuparsi del proprio futuro mentre il mondo collassava “non era altro che egoismo”. Questo rapporto controverso con gli States verrà confermato e raggiungerà il suo picco negli ultimi anni di vita dello scrittore-giornalista.

 

Papa era ossessionato dalla convinzione di essere sorvegliato dai servizi segreti: per quanto la sua lucidità mentale fosse ormai precaria questo fatto si è rivelato fondato. Dopo una petizione sulla libertà d’informazione, l’FBI pubblicherà il file relativo a Hemingway, ammettendo di averlo messo sotto controllo nel 1940 per ordine di J. Edgar Hoover.

 

A parte questo fatto legato ai suoi ultimi anni di vita, il continuo girovagare del giornalista e scrittore rivela uno stato di inquietudine nei confronti del suo Paese natio: più che semplice voglia di viaggiare, di vedere il mondo oltre i confini di terra che lo circondavano, c’è forse il desiderio di evadere per poi fare ritorno con gli occhi colmi di nostalgia. Gli anni vissuti negli States sono stati, in fondo, pilastri fondamentali sui quali poggiano tutte le sue attività e produzioni letterarie, dall’educazione fornitagli dalla famiglia, al “praticantato” in redazione a prendere confidenza con i ferri del mestiere: è proprio la sua Patria ad averlo visto, infatti, fare giornalismo al meglio delle sue possibilità, anche, e soprattutto, per quel che riguarda la corrispondenza da teatri di guerra in tutto il mondo.

Portrait

Africa, terra selvaggia per la caccia

 

L’Africa sarà per Hemingway una delle mete più intriganti fra quelle che amava raggiungere, forse dovuto al fatto che non ci andrà così tante volte. Terra selvaggia e naturale teatro di una delle sue più grandi passioni, la caccia: la prima volta ci andrà con Pauline, tra la fine dell’estate del 1933 e la primavera del 1934, e il viaggio sarà pianificato fin nei minimi dettagli: Papa voleva scrivere di quest’avventura, e lo farà, menzionandola in “Verdi colline d’Africa”.

 

In Africa tornerà con Mary, sua quarta e ultima moglie. Nel 1953 avranno due incidenti aerei nei quali Hemingway rimedierà ferite molto gravi che lo terranno lontano dalle sue consuete attività e lo faranno temere di non poter più tornare a scrivere: il primo volando per il Congo, il secondo verso Entebbe.

Cuba, fiorente produzione letteraria

 

Una delle basi artistiche di Hemingway è stata Cuba, nella quale scriverà perlopiù rimanendo alla Finca Vigìa, facendo solo qualche rara puntata a Key West. Durante il secondo matrimonio con Pauline avvia una fruttuosa collaborazione con Esquire, per il quale scriverà articoli sulla pesca d’altura, sui marlin e le loro abitudini, i loro periodi di riproduzione, parlerà di Key West, di Cuba o Bimini, documenterà i suoi safari in Africa. Cuba è anche uno dei luoghi dove passerà alcuni fra i suoi momenti più tranquilli nei quali apprezzare appieno la sua vita coniugale, senza cadere in tradimenti amorosi o altre forme di debolezza mentale. A Cuba, a cavallo fra il 1950 e il 1951, trascorrerà qualche mese assieme a lui Adriana Ivancich, musa ispiratrice del romanzo “Di là del fiume e tra gli alberi”.

Spagna, il regime di Franco

 

Nel 1940 Papa si trova in Spagna, dove svolge le mansioni del corrispondente di guerra e tocca con mano la violenza della guerra civile spagnola, fra la mai celata ostilità nei confronti di Franco e del Franchismo, e la sua adesione al Fronte Popolare che ispireranno parte della produzione cinematografica legata allo scrittore americano in compagnia dei vari John Dos Passos, Lillian Hellman e Archibald MacLeish. La Spagna non sarà solo terra straniera da dove fornire dispacci in tempo di guerra, ma anche terra ispiratrice per i suoi romanzi. L’idea del soggetto di “Morte nel Pomeriggio” nasce nel 1925 dal viaggio a Pamplona per la Fiesta di San Fermín.

Francia, l’incontro con Gertrude Stein

 

Poco dopo il matrimonio con Hadley, avvenuto nel 1921, i due si trasferiscono a Parigi, seguendo l’ambizione di lui di diventare scrittore, scontrandosi con due fattori di natura opposta: da un lato Hemingway trova il luogo ideale dove far crescere il suo talento, mescolandolo al talento di altri scrittori affermati, vivendo immerso in un clima culturale fervidissimo, mentre dall’altro, sulla neo coppia aleggia il fantasma dei guai finanziari. Come spesso accade, ma a loro due in particolare, i soldi non sono sufficienti e dovranno ricorrere a vari espedienti e fare diversi sacrifici.

 

La vita a Parigi lascia in eredità a Hemingway un bagaglio letterario fondamentale e l’appoggio incondizionato di Gertrude Stein e degli altri esponenti della letteratura del XX secolo. Infatti, è proprio grazie all’aiuto di Ezra Pound nel lavoro di editing, e ai consigli della Stein, generalmente rivolti alla necessità di cogliere gli stati emotivi, che Papa arriverà a “ripulire” i suoi racconti degli elementi più convenzionali, realizzando un concetto di scrittura tanto innovativo quanto incompreso dalla stragrande maggioranza dei colleghi e del mondo artistico: per lui questo sarà il suo punto d’arrivo stilistico nel periodo parigino.

 

In questo processo non va dimenticato James Joyce, il quale, a contatto con lo scrittore americano, contribuirà assieme agli altri intellettuali a formarlo come persona e come artista, ma in particolare stringerà una grande amicizia.

 

Fonte tesi di laurea “Ernest M. Hemingway: un giornalista e scrittore cittadino del mondo”
by Luca Tarable, finalista Premio Papa 2015

EH 5738P  Ernest Hemingway, Paris, circa 1924. Photograph in the Ernest Hemingway Photograph Collection, John Fitzgerald Kennedy Library, Boston.
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CORRISPONDENZE DI GUERRA
Papa Ernest Hemingway ha voluto vedere gli orrori delle guerre testimoniandoli al mondo attraverso le corrispondenze come fossero racconti. La sua è una scrittura che procede per storie, dipinge personaggi, propone casi di coscienza, avvolge i contenuti in un alone romantico

Grande guerra, il ferimento a Fossalta di Piave

 

Hemingway, nel gennaio del 1918, decide di fare domanda alla Croce Rossa Americana per diventare autista di ambulanze sui campi di battaglia. Non giungerà subito al fronte: è noto, infatti, che Papa non fosse sui luoghi della guerra perfettamente descritti nel suo romanzo “Addio alle armi”, né nel ’17, durante la rotta di Caporetto, né nei primi mesi del 1918.

 

Prima di sbarcarvi nel giugno del 1918, Hemingway arriverà a Schio e farà successivamente tappa a Vicenza, luoghi che troveranno spazio nel suo primo libro “Tre racconti e dieci poesie”.

 

“Addio alle Armi” è, dunque, ispirato alle vicende vissute in prima persona a Fossalta di Piave, un testo in cui cerca di mettere in luce alcuni aspetti che chi non ha vissuto direttamente la guerra non potrebbe mai capire.

 

L’esperienza bellica lo prova molto: il periodo di degenza in ospedale, dopo il ferimento a Fossalta di Piave l’8 luglio 1918, è caratterizzato da disagi fisici causati dalle ferite e da ripercussioni psichiche dovute al riconosciuto trauma postbellico, un tempo semplicemente e saltuariamente nominato stress da combattimento. Papa ha problemi a relazionarsi con la vita quotidiana, non vuole lavorare, e non è solamente un capriccio, ma una vera e propria incapacità a intraprendere qualsiasi tipo di lavoro.

EH 10042P  Ernest Hemingway in an American Red Cross Ambulance in Italy, 1918
Photograph in the Ernest Hemingway Photograph Collection, John F. Kennedy Presidential Library and Museum.

Seconda guerra mondiale, lo sbarco in Normandia

 

Il Secondo conflitto mondiale vede Papa sposo di Martha Gellhorn, giornalista di Collier’s, prestigiosa rivista per cui Hemingway, a partire dal 1944, lavorerà come corrispondente. Papa non si accontenta di raccontare la guerra, ma è protagonista del conflitto come corrispondente-combattente al seguito della RAF, l’aeronautica militare inglese.

 

In particolare il 6 giugno1944 Papa prende parte allo sbarco in Normandia venendo meno alla sua obbligata condizione di non combattente: qui, infatti, istituisce una sorta di piccolo “esercito” personale, un gruppo di partigiani assieme a cui parteciperà alla liberazione di Parigi, e farà parte di un corpo privato all’interno dei servizi segreti. Durante la guerra otterrà di trasformare il Pilar, il suo panfilo di 12 metri, in un battello antisommergibili a bordo di cui, al largo delle coste cubane, contribuire all’evento bellico con l’intercettazione di messaggi cifrati.

 

Del Secondo conflitto sarà anche profeta: nel settembre del 1935 pubblica un articolo su “Esquire” dal titolo “Notes on the Next War: a Serious Topical Letter”, un pezzo completamente diverso dai suoi soliti reportage, un articolo in cui predice lo scoppio della Seconda guerra mondiale nel 1937 o 1938 a causa dell’avidità del capitalismo e della macchina propagandistica da esso alimentata.

Guerra sino-nipponica, la forza dell’Oriente

 

Martha Gellhorn e Hemingway, neo-sposi, nel 1941 voleranno in Estremo Oriente a seguire la guerra sino-giapponese proseguendo, nello stesso tempo, un cammino di condivisione delle fatiche lavorative. Cominciata il 7 luglio 1937, la guerra durerà fino al 2 settembre 1945 con la resa incondizionata del Giappone, episodio che segnerà la fine della Seconda guerra mondiale. E’ stato il conflitto più ingente mai avvenuto fra la Repubblica cinese e l’Impero giapponese, e contemporaneamente il più grande conflitto asiatico del XX secolo.

 

Papa, e tutti i corrispondenti americani ed europei, partono per seguire il conflitto ben dopo l’inizio della guerra. Il motivo è l’attacco di Pearl Harbor, dopo cui gli Stati Uniti e l’Unione Sovietica si schierano al fianco della Cina portando il Giappone alla resa e mettendo fine alle ostilità mondiali.

 

Fonte tesi di laurea “Ernest M. Hemingway: un giornalista e scrittore cittadino del mondo”
by Luca Tarable, finalista Premio Papa 2015

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ROMANZI

La stesura dei suoi romanzi comincia in giovane età, e, come tutte le storie affascinanti che si rispettino, comincia con un disperato bisogno di denaro e tanta delusione: è il 1923 quando Bill Bird fa pubblicare “Three Stories and Ten Poems”, primo lavoro di Hemingway che finirà per non vendere quasi nessuna copia. Il giornalista-scrittore tenta di rifarsi alla fine dello stesso anno con un altrettanto esile lavoro, intitolato “In our time”, che porterà pressoché agli stessi risultati.

 

Il primo romanzo di successo arriva nel 1926: “The Sun Also Rises”, più comunemente conosciuto in Europa come “Fiesta: il sole sorgerà ancora”. Sull’onda lunga del successo di “Fiesta”, a distanza di tre anni, esce un altro romanzo capolavoro che sarà ricordato come una delle migliori descrizioni letterarie della Prima guerra mondiale: il 27 settembre 1929 Papa pubblica “Addio alle Armi”. Il romanzo è ispirato alla sua permanenza al fronte, un testo in cui Papa cerca di raccontare la guerra a chi non l’ha mai toccata con mano, parlando di un soldato comune.

 

Galvanizzato dal successo di “Addio alle Armi”, Hemingway torna a Pamplona nell’estate del 1929 per rituffarsi in quel clima passionale e stimolante per la sua creatività. La corrida ispirerà il suo successivo romanzo, “Morte nel pomeriggio”, pubblicato il 23 settembre 1932 sull’onda lunga del sodalizio stretto con la casa editrice Scribner’s. Questo libro può essere considerato il primo dei “libri della disperazione” di Papa. Il buco nell’acqua si ripete coi successivi lavori “Verdi colline d’Africa”, resoconto del suo safari in Africa con la moglie Pauline, pubblicato nel 1935, e “Avere e non Avere”, raccolta di diversi racconti brevi dello scrittore uscito nel 1937.

Hemingway, nonostante il suo continuo lavorare alacre e spavaldo, troverà appagamento solo nella cosiddetta “bella scrittura”, conscio del fatto di non scrivere più come un tempo. Da questo momento comincia la sua collaborazione con Esquire e Cosmopolitan, fornendo numerosi racconti di guerra quali “La farfalla e il carroarmato”, “La sera prima della battaglia”, “Sotto il crinale” e “Nessuno muore mai”.

 

È in questo periodo che comincia a lavorare a quello che sarà uno dei suoi più grandi capolavori, “Per chi suona la campana”, ritrovando la vena creativa e lo smalto perduti, sostituiti da una marea di insicurezze. Il romanzo, concluso a luglio del 1940, uscirà per la prima volta a ottobre dello stesso anno: Papa lo ambienta in Spagna, nelle zone boscose della Sierra de Guadarrama, fra El Escorial e Segovia, e ha come protagonisti un gruppo di partigiani repubblicani in azione nell’ultima settimana del maggio 1937.

 

“Per chi suona la campana” rappresenterà per Hemingway una sorta di battuta d’arresto per quel che concerne la sua vena romanziera. Nei dieci anni successivi non scriverà più opere lunghe e impegnative, cullandosi fra l’atmosfera cubana di Finca Vigìa e Key West, facendo poi ritorno in Italia. Quella che doveva essere una visita di passaggio, si trasforma in un inverno e una primavera vissuti in Veneto, fra Cortina, dove i coniugi affitteranno Villa Aprile, Venezia, alloggiando al Gritti Palace Hotel, e poi Torcello, Fossalta di Piave e Caorle, dove ospite del barone Franchetti andava con lui a caccia di anatre e a pesca con Lino Benatelli, detto Nino Beo.

È a Caorle che comincia a scrivere “Di là dal fiume e tra gli alberi”, romanzo con riferimenti chiaramente autobiografici, pubblicato alla fine del 1950, nato da un primo racconto sulla caccia all’anatra in Europa, e sviluppatosi poi con una trama che mescola vicende belliche con una storia d’amore, quella con Renata, ispiratagli dall’amore platonico, quasi paterno che Papa proverà nei confronti di Adriana Ivancich.

 

Il riconoscimento unanime al genio di Hemingway giunge dopo la stesura del suo ultimo romanzo, “Il vecchio e il mare”. Comincia a lavorarci nel gennaio del 1951, e verrà pubblicato nell’autunno dell’anno successivo: non poteva certamente immaginare che questo romanzo gli avrebbe cambiato la vita. Papa raggiunge, infatti, un successo planetario, sia come impatto sulla critica sia sul pubblico. Si stima che l’edizione di “Life” dove il romanzo fu pubblicato integralmente, avesse venduto 5 milioni di copie in due giorni.

 

Il romanzo che parlava di un anziano pescatore, Santiago, legato teneramente al giovane Manolin, pescatore anche lui, gli farà ricevere nel 1953 il Premio Pulitzer e nel 1954 il Premio Nobel per la Letteratura. Papa rimarrà umile e modesto all’apprensione della notizia, tanto che salterà la cerimonia di consegna del premio, anche a causa dell’aggravarsi della sua salute emotiva e fisica. “Il vecchio e il mare” è l’ultimo dei romanzi pubblicati da Hemingway.

 

Ci sono altri romanzi, più o meno famosi, ai quali ha lavorato Papa, ma sono stati pubblicati postumi: “Festa Mobile” (1964), “Isole nella corrente” (1970), “Il giardino dell’Eden” (1987), “Vero all’alba” (1999).

 

Fonte tesi di laurea “Ernest M. Hemingway: un giornalista e scrittore cittadino del mondo”
by Luca Tarable, finalista Premio Papa 2015

POESIE E RACCONTI, UN FIUME DI PAROLE

“…un hobby, un mezzo per esprimere sensazioni e sentimenti passeggeri…appunti, impressioni, noterelle, minute di lettere non spedite.” Così descrive Vincenzo Mantovani ciò che per Hemingway ha significato la poesia. Una sorta di ancora emotiva, uno sfogo sincero e puro attraverso il quale incanalare il suo personale “flusso di coscienza”, semplice nella forma e pesantemente leggero o leggermente pesante nei contenuti a seconda degli stessi.

 

L’opera più significativa di Hemingway in ambito lirico è la raccolta di poesie denominata “88 poesie”, pubblicata postuma nel 1979, e si divide in sei parti: Juvenilia (1912-1917), Vagabondaggi (1918-1925), A Valentine and other offerings (1926-1935), Farewells (1944-1956), Un augurio e altre oblazioni (1926-1933), Addii (1944-1956).

Come si può notare dalla suddivisione per periodo temporale, stile, lessico e temi della sua poesia sono andati di pari passo con le esperienze vissute, con i contesti: i primi frutti del suo lavoro sono caratterizzati da immagini crude, frasi asciutte, violentemente brevi e ruvide, naturalmente figlie di ciò che Papa ha passato al fronte. Poi l’atmosfera parigina e l’appoggio di Gertrude Stein ammorbidiranno la sua penna, introducendo temi più caldi e confortevoli.

 

Diverse sono le poesie a cavallo del Secondo conflitto, dove emergono tematiche macabre, parole tristi al limite della depressione, giustificate dalla salute psicofisica di Papa che stava prendendo una pessima piega: queste poesie sono ricche di lunghe riflessioni sul tema della morte, della disillusione e del dolore da essa provocato, forse prime avvisaglie di quella che lo scrittore e giornalista crederà essere la migliore delle uscite di scena.

 

Fonte tesi di laurea “Ernest M. Hemingway: un giornalista e scrittore cittadino del mondo”
by Luca Tarable, finalista Premio Papa 2015

…LE DONNE DI PAPA
Papa è un uomo che adula, lusinga, un uomo la cui vita è scandita da eventi amorosi, una vita rappresentata dalle tante, tantissime donne, alcune a occupare un angolo della sua fantasia, poi tradotta in versi e riversata con l’inchiostro, altre a intrattenere con lui rapporti amicali, amorosi o affettivi, talvolta promiscui, traccia indelebile del suo riconosciuto essere adulatore

Il primo approccio con l’amore lo trova a margine della Prima guerra mondiale, e precisamente all’ospedale di Milano dove conosce l’infermiera americana Agnes Von Kurowsky. Un colpo di fulmine, un amore per una donna più vecchia di lui di otto anni, una storia di cuore che lascerà il segno nel giovane Papa.

 

Hemingway ha un debole per il gentil sesso più “maturo”: dopo il ritorno in Patria conosce Elizabeth Hadley Richardson, sei anni più di lui, quella che diventerà nel 1921 la prima delle signore Hemingway. Insieme progettano di andare a vivere in Italia, ma lo scrittore Sherwood Anderson li spingerà a trasferirsi a Parigi, dove Papa vivrà a contatto con quel mondo letterario che lo influenzerà per sempre nell’approccio stilistico e nell’essere scrittore. Hadley sarà la più amata fra le mogli di Hemingway, ma a nulla valse l’intensità di tale sentimento. Infatti, tre anni dopo, in concomitanza con l’uscita di “Torrenti di primavera”, “Fiesta” e “Uomini senza donne”, i due divorziano.

 

È un periodo di grande successo personale per Papa: le sue pubblicazioni ricevono grandissima attenzione e riscuotono assenso sia da parte del pubblico sia della critica. Un periodo brillante della vita di Papa culminato con il secondo matrimonio: è il 1928 quando Hemingway sposa Pauline Pfeiffer, avvenente giornalista di quattro anni più anziana di lui, ex redattrice di moda di “Vogue”. Appena sposati si trasferiscono in America e prendendo casa a Key West. Considerata la vita coniugale media di Hemingway, il loro matrimonio sopravviverà abbastanza a lungo, divorziando “appena” nel 1940. Insieme faranno grandi viaggi, con annessi incidenti anche gravi ed esperienze belliche delle quali Papa sarà diretto osservatore e impeccabile narratore.

 

All’interno del turbinio emotivo e dei terremoti amorosi di Hemingway, ci sarà spazio anche per un legame affettivo che, fra persone di sesso opposto tende a essere sottovalutato, ma che invece spesso è molto duraturo: l’amicizia. A bordo della nave che stava riportando a casa i due coniugi Hemingway da un safari in Africa, conosce Marlene Dietrich, celebre diva hollywoodiana del tempo, tedesca naturalizzata statunitense, con la quale rimarrà a lungo amico.

EH 6949P  Pamplona, Spain, summer 1926. L-R (at table): Gerald Murphy, Sara Murphy, Pauline Pfeiffer, Ernest Hemingway and Hadley Hemingway. Photograph in the Ernest Hemingway Photograph Collection, John F. Kennedy Presidential Library and Museum, Boston.
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EH 2263S  Luncheon at La Consula, Malaga, Spain, 1959. L-R: Bill Davis, Rupert Belleville, Ernest Hemingway, Mary Hemingway, Juan Quintana. Photograph in the Ernest Hemingway Photograph Collection, John F. Kennedy Presidential Library and Museum, Boston.

Il 1940 è l’anno del secondo divorzio: Hemingway si trova in Spagna, come corrispondente per seguire la Guerra civile spagnola. A Madrid incontra Martha Gellhorn, già conosciuta negli States, al cui richiamo non sa resistere. Insieme, infatti, condividono le fatiche lavorative e convolano a nozze.

 

Ma finirà anche con Martha: durante la sua permanenza a Londra conosce, infatti, Mary Welsh, giornalista del Daily Express originaria del Minnesota e se ne invaghirà. Dopo un periodo di corteggiamenti nei confronti della sua nuova fiamma, e di astio con la moglie, divorzierà nel 1945 per poi convolare a nozze con Mary l’anno successivo. Insieme a lei, che sarà la sua quarta moglie, compirà numerosi viaggi, come il ritorno in Africa, o le visite in Italia, ma Papa sarà sempre vittima del suo bisogno di evadere dalle relazioni stabili.

 

Questi anni per Hemingway sono molto complicati e densi di turbe emotive: alla gioia per il Premio Nobel nel 1954 per “Il vecchio e il mare”, si sommerà uno stato di salute psico-fisica sempre più grave, la cui risultante sarà un’esistenza, secondo quanto hanno registrato le cronache del tempo, in preda alle paranoie. Tutto questo non gli impedirà di continuare a scrivere, seppur temendo di non riuscire a farlo più a breve. È la sua fase letteraria più matura, coincisa con il riconoscimento del Nobel.

 

Facendo un passo indietro di qualche anno, la laguna di Caorle offrirà a Hemingway non solo la vista dei paesaggi, un affetto ampiamente ricambiato, luoghi e persone che rimarranno per sempre icona di un ricordo felice in qualche angolo del suo cuore, ma anche un legame affettivo e amoroso di dubbia interpretazione con l’ennesima donna. La giovane è Adriana Ivancich, diciannovenne al momento del loro incontro. Papa, nonostante il matrimonio con Mary, intraprese una sorta di corteggiamento platonico nei confronti di Adriana che sarà la musa ispiratrice del romanzo “Di là del fiume e tra gli alberi”.

 

Fonte tesi di laurea “Ernest M. Hemingway: un giornalista e scrittore cittadino del mondo”
by Luca Tarable, finalista Premio Papa 2015